mercoledì 17 febbraio 2016

L'inatteso, l'inusuale e l'unicità


Come si sposa l'artigianato con l'amore per il cinema? Noi ci proviamo così: ogni tanto io e Sergio prepariamo un evento dedicato ad un regista o ad un tema specifico scelto nel vasto mare delle pellicole che amiamo (sì l'amore è un criterio di scelta a cui non rinunciamo). Quest'anno abbiamo iniziato col cinema noir, a seguire poi tre appuntamenti dedicati a tre grandissimi: Hitchcock, Woody Allen e Miyazaki. Sergio prepara di volta in volta una lezione ricca di contenuti e accompagnata da proiezioni, io invece mi occupo di rievocare un po' di atmosfera. Lo faccio sempre con mezzi poveri (cartoncino e colla perlopiù), anche perché gli incontri sono sempre gratuiti. Spesso ci sono delle mie illustrazioni dedicate ai protagonisti, dei piccoli "test"con cui giocare per capire quanto del mondo presente in quei film ci sia entrato dentro, un mini set fotografico per divertirci solamente e per ricordarci che è sempre utile avere uno spazio bianco in cui non prendersi troppo sul serio. 

Confesso che tra tutti gli eventi proposti fino ad ora, quest'ultimo dedicato a Buster Keaton occupa un posto d'onore nella mia piccola classifica personale. Per rievocare il suo mondo ho scelto il tema del luna park anni 10/20, non solo perché alcune memorabili scene di Buster le abbiamo viste ambientate lì ma perché è proprio il cinema keatoniano a sembrare un luna park, anche quando si muove nel contesto della quotidianità più banale. Improvvisamente tutto diventa vertiginoso, altalenante, paradossale e la terra viene a mancare sotto i piedi. Buster rimbalza da una situazione all’altra alla ricerca del bandolo della matassa e di un equilibrio che troverà, solo per un istante, in quello che Carmelo Bene ha definito un momentaneo “et voilà” in cui tutto sta in piedi.  

Ognuno sceglie le proprie divinità guida per provare a migliorare la propria vita  e Buster è una delle mie. Non solo credo che il cinema abbia celebrato poco il suo genio, ma credo che Buster abbia ancora tantissimo da insegnare. A me personalmente insegna a familiarizzare con tre parole chiave che cerco (con le dovute proporzioni) di sperimentare anche nel lavoro:
Le commedie hanno una loro struttura… l’inatteso era la nostra materia prima, l’inusuale era il nostro obbiettivo e l’unicità era l’ideale che cercavamo sempre di ottenere. B.K.
E poi ce n’è un’altra che è forse la lezione più grande che ci ha lasciato Buster: la sincerità, l’autenticità che paga il prezzo di non piacere a tutti, non per forza.



E insomma quello che è venuto fuori è stato un omaggio un po’ diverso dal solito, ostacolato da una serie di intoppi che ci hanno reso la vita difficile ma impreziosito tantissimo dalle collaborazioni di chi si è divertito con noi. Nel mio quaderno dei desideri avevo scritto che mi sarebbe piaciuto prima o poi realizzare un mazzo di tarocchi e così sono nati i tarocchi di Buster, ognuno con un oracolo personalizzato, che durante la serata sono stati affidati alla nostra cartomante per un giorno Alessandra. Robin è stato il nostro “uomo forzuto”, come in ogni luna park vintage che si rispetti e Carmen è stata come sempre una versatile tuttofare che ci ha accompagnati nell’organizzazione di tutta la serata. 



Ecco qualche scatto, grazie a chi è stato con noi!